Maria Antonietta · Premium
Versailles: la prigione dorata dell’etichetta
A Versailles, ogni gesto era regolato da un'etichetta ferrea, una gabbia dorata che imprigionava la vita quotidiana di tutti, persino della regina. Luigi XIV aveva trasformato la reggia in un palcoscenico per controllare la nobiltà, e sotto i suoi successori quel meccanismo perfetto continuò a funzionare, ma svuotato di spirito. Quando Maria Antonietta arrivò a quattordici anni, trovò un mondo dove si esisteva unicamente per apparire. La sua giornata era scandita da rituali immutabili, e la sua vivacità si scontrava con l'inflessibile Madame Étiquette, la contessa di Noailles. La madre, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria, consapevole dei pericoli di quella corte, le affiancò il conte de Mercy-Argenteau, suo fidato diplomatico, che la spiava giorno e notte, riferendole ogni sua parola e ogni suo errore. Maria Antonietta non sospettava nulla, e il suo carattere indocile la portò presto a scontrarsi con le rigide regole di quella corte.
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