Storia
Pompei, l'eruzione che fermò il tempo
Nel 79 d.C., il Vesuvio seppellì Pompei sotto una pioggia di lapilli e cenere, cancellando in poche ore una delle città più fiorenti dell'Impero Romano. L'eruzione avvenne in due fasi: prima una colonna di detriti che fece crollare i tetti, poi i flussi piroclastici che incenerirono istantaneamente chi era rimasto. Per secoli la città rimase sepolta, fino agli scavi del Settecento. Nel 1863, l'archeologo Giuseppe Fiorelli ebbe l'intuizione di versare gesso liquido nei vuoti lasciati dai corpi decomposti nella cenere, creando i celebri calchi che restituirono ai corpi delle vittime le loro ultime pose. Oggi Pompei è un monito: il Vesuvio dorme, ma non è spento.