Storia Oscura · Premium
La moda della consunzione: la bellezza che uccideva
Nell’Ottocento, la tubercolosi (detta “consunzione” o “tisi”) divenne un ideale estetico romantico: la pelle pallida, le guance arrossate dalla febbre, la magrezza eterea erano considerati segni di nobiltà d’animo e sensibilità. Per imitare i sintomi della malattia, le donne indossavano corsetti strettissimi che provocavano tosse e svenimenti, e usavano cosmetici tossici a base di piombo, mercurio e belladonna, rischiando la vita. Molte rifiutavano le cure pur di non perdere quella “bellezza malata”, celebrata da opere come "La Traviata" e dai dipinti dei Preraffaelliti. Dietro il mito romantico, però, la tubercolosi era una strage che uccideva poveri e ricchi senza alcuna poesia. La moda della “Consumptive Chic” scomparve solo quando la medicina scoprì il bacillo della tubercolosi, ma lasciò in eredità l’ossessione per la magrezza e la fragilità femminile.
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