Storia Oscura · Premium
La biblioteca di pelle: i libri con la voce dei morti
Nell’Ottocento, medici e anatomisti rilegavano libri, per lo più trattati medici, con pelle umana, ricavata da cadaveri non reclamati o giustiziati. La pratica, chiamata “bibliopegia antropodermica”, raggiunse l’apice come simbolo di appartenenza a un’élite intellettuale. Due casi celebri su tutti: il libro “I destini dell’anima” custodito all’Università di Harvard, rilegato con la pelle di una paziente morta in un manicomio, rimosso solo nel 2024 dopo scuse pubbliche; e l’autobiografia del bandito James Allen, rilegata con la sua stessa pelle su sua richiesta. Oggi restano una ventina di volumi confermati, monumenti a un’epoca in cui il confine tra progresso e orrore era sottile e la dignità umana spesso era calpestata.
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