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L’incredibile storia dello squalo in formaldeide da 12 milioni di dollari

L’incredibile storia dello squalo in formaldeide da 12 milioni di dollari

Nel 1991, Damien Hirst realizzò uno squalo tigre imbalsamato immerso in formaldeide, intitolandolo "The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living" - "L'impossibilità fisica della morte nella mente di un essere vivente". Finanziato dal collezionista Charles Saatchi, l'opera divenne un'icona dell'arte contemporanea, simbolo di provocazione e marketing. Nel 2005, l'opera fu venduta a Steve Cohen per 12 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per un'opera di un artista vivente fino ad allora. Ma lo squalo originale si stava decomponendo: fu sostituito con un altro. Nel 2006, Hirst ne realizzò una seconda versione, venduta a 4 milioni. Il valore non stava nello squalo, ma nel brand, nell'idea, nel titolo, nella capacità di creare dibattito. Lo squalo decomposto fu sostituito, ma il suo valore no.

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