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Il libro che sconfigge la morte: viaggio nell’aldilà egizio

Il libro che sconfigge la morte: viaggio nell’aldilà egizio

Il Libro dei Morti non era un libro sulla morte, ma un libro per vivere oltre la morte. Gli antichi Egizi lo chiamavano "Libro per uscire alla luce", e lo deponevano nelle tombe come una mappa per l'aldilà. Non esisteva una copia uguale all'altra: ogni rotolo era personalizzato, con formule, inni e illustrazioni scelte per accompagnare il defunto nel suo viaggio notturno attraverso la Duat, il regno sotterraneo. Lì, il defunto doveva superare prove e insidie, pronunciare i nomi segreti dei guardiani demoniaci per piegarli al proprio volere, e infine affrontare il giudizio di Osiride: il cuore veniva pesato sulla bilancia di Anubi e confrontato con la piuma di Maat, simbolo della Verità e dell'Ordine. Se il cuore era leggero, il defunto veniva dichiarato "giusto di voce" e accolto nell'eternità. Per gli Egizi, la parola scritta non era un simbolo: era un atto magico capace di animarsi e agire. La presenza stessa del rotolo nella tomba era già una vittoria sull'oblio.

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