Letteratura
Emily Brontë: la voce nella tempesta
Nel 1847, sotto pseudonimo maschile, Emily Brontë pubblicò "Cime tempestose". La critica lo giudicò scandaloso: brutale, immorale, un concentrato di ossessione e vendetta senza redenzione. Emily, vissuta in isolamento nelle brughiere dello Yorkshire, senza mai sposarsi, morì di tisi a soli trent'anni, senza vedere il successo del suo unico romanzo. Oggi l'opera è un classico immortale, amato per la sua complessità psicologica e per la struttura narrativa innovativa. Il romanzo non è solo la storia dell'amore tormentato tra Heathcliff e Catherine, ma una feroce critica alla società vittoriana, ai temi di classe, razza, violenza e trauma generazionale. Emily non visse le passioni che descrisse, ma le immaginò con tale potenza da creare un capolavoro eterno.